GIARDINI DI TRANI. IL SORRISO RITROVATO

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Gli alunni della Scuola Rocca Bovio Palumbo, giovanissimi apprendisti ciceroni per il Fai
La pioggia non ha fermato gli oltre 50 apprendisti ciceroni della scuola statale di 1° grado Rocca Bovio Palumbo, protagonisti dell'evento I giardini di Trani. Il sorriso ritrovato, promosso dal FAI e patrocinato dal Comune di Trani, che sabato 18 e domenica 19 maggio hanno accolto e accompagnato i visitatori alla scoperta della Villa Comunale e di Piazza della Repubblica.
La conoscenza di luoghi così belli e ricchi di storia ha sollecitato importanti riflessioni di educazione alla cittadinanza e rientra in un progetto educativo di conoscenza e valorizzazione dei luoghi significativi della propria città nell’ottica del miglioramento della qualità della vita e delle pratiche democratiche.


La Villa Comunale, uno dei rari esempi in Europa di giardino pensile sul mare, databile al 1823, anno in cui la famiglia Antonacci donò il terreno al Comune, ha una struttura tipica dei giardini all’italiana ed è piantumata a lecci, pini marittimi, palme. La sua posizione sul mare consente di godere del panorama che spazia dalla Cattedrale alla penisola di Colonna. Al suo interno i visitatori, accompagnati dai giovanissimi apprendisti ciceroni, hanno potuto ammirare i busti di eroi del Risorgimento, di benefattori, studiosi, politici eminenti e conoscerne la vita e le opere, il Monumento ai Caduti realizzato dallo scultore tranese Antonio Bassi, le tavole degli Ordinamenta maris, le sei colonne miliari della via Traiana del tratto Ruvo-Canosa, il Saluto a Trani omaggio di Giovanni Bovio alla sua indimenticata città natale. E poi le opere più recenti quali l'acquario, la voliera, il boschetto con un teatro all’aperto e un balcone sul mare che permette di osservare nella sua interezza il lungomare sino alla penisola di Colonna.
Dalla Villa Comunale l’itinerario guidato continuava in piazza della Repubblica, la più bella piazza di Trani creata dopo l’abbattimento delle mura federiciane, avvenuto negli anni 1840-46, intitolata a Vittorio Emanuele II, che trent’anni dopo la liberazione d’Italia dal nazifascismo assunse il nome attuale.
Su tutta la piazza domina, austera, la grande statua in bronzo di Giovanni Bovio che vi prese dimora il 16 maggio del 1915 e fu come se ci fosse giunta con le sue gambe, salendo sul piedistallo in pietra. Realizzata da Ettore Ferrari artista, politico, amico e collega di Giovanni Bovio, autore tra gli altri del monumento di Giordano Bruno in piazza Campo de’ Fiori a Roma , fu poi adornata da due fontane in pietra, opera dello scultore tranese Antonio Bassi, i cui medaglioni posti ai quattro angoli delle due vasche, ispirandosi agli ideali di Giovanni Bovio, rappresentano il lavoro e il pensiero.

 

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